Prima di esporre il mio breve intervento, mi preme vivamente ringraziare tutti coloro che sono intervenuti a quest’evento. Un evento all’insegna della legalità, un evento all’insegna della cultura e della formazione.
Mi preme ringraziare, in particolar modo, il professore Enrico Costa. Ringraziamenti non di circostanza, ma ringraziamenti sinceri. Ringraziamenti all’uomo Enrico Costa, perché prima di essere studenti docenti professionisti, caro professore, si è donne e uomini, si è persone. Ed per questa sua capacità di essere persona che io la voglio ringraziare, prima di tutto, nonché per l'impegno che ha profuso e che continua a profondere per questa Facoltà e per il Corso di Laurea in Urbanistica.
Non nascondo la mia emozione nel vivere questa giornata. Emozione, dovuta al fatto che per essere qui, oggi, assieme ai nostri colleghi del primo anno e con la dignità di essere un Corso di Laurea a tutti gli effetti e non un vecchio elefante che si incammina verso il suo cimitero, abbiamo dovuto condurre più di una faticosa battaglia all’interno del Consiglio di Facoltà. Di questa “nostra” Facoltà che, all’inizio di questo anno accademico, volendo probabilmente dimenticare il suo passato, fatto di una storia certa, pur di assicurarsi un incerto futuro, ha utilizzato uno sguardo miope (o sarebbe meglio dire strabico, in quanto concentrato su un unico enorme puntino) cercando di impedire l’avvio dei primi anni delle lauree, triennali e magistrali, in Storia e Conservazione e in Urbanistica. Oggi possiamo ritenerci soddisfatti, perché queste battaglie sono state vinte, anche se siamo ben coscienti che la guerra è ancora tutta da combattere.
Non possiamo, inoltre, non ricordare gli avvenimenti dei giorni scorsi che hanno portato l’intero Ateneo ed in particolar modo la Facoltà di Architettura sotto i riflettori e su tutte le testate giornalistiche nazionali e locali. Avvenimenti che hanno portato alla luce una ferita che ha lacerato le coscienze della parte sana (che è poi la massima parte) di chi in questa Facoltà studia, lavora, vive………. Ma consideriamo l’aspetto positivo: il venire alla luce. La luce è calore e il calore e la luce aiutano le ferite a rimarginarsi.
Ma oltre ai seri fatti locali cui ho accennato altri e gravi problemi affliggono l’Università.
Cari ospiti, cari professori e cari colleghi cos’è diventata l’Università nell’ultimo decennio???
Ritengo che l’Università italiana nel corso degli ultimi anni abbia perso di vista i veri contenuti di quelli che dovrebbero essere i suoi punti fermi: formazione e ricerca. O meglio che si sia avviata verso una deriva in cui questi due termini assumono accezioni ed esprimono contenuti molto diversi da quelli originari. Una deriva in cui le forme di specializzazione (del laureato e del prodotto della ricerca) e la richiesta di una loro spendibilità/vendibilità tout court, ne hanno svilito il reale senso culturale assoggettandolo a logiche di solo mercato. Svilendo il senso di essere comunità culturale, di essere prima di tutto persone, di produrre prima di tutto idee. Ed è questo reale senso culturale dell’Università che, forse, nel nostro piccolo, dovremmo tentare di recuperare appieno.
Oltre le contingenze che vedono noi studenti, per primi, pagare (e non solo in senso lato) le conseguenze di una manovra economica che penalizza fortemente le Università Pubbliche e di una Riforma che sempre più ci condurrà alla suddetta deriva.
Oltre le rivendicazioni, sacrosante, che abbiamo fatto e continueremo a fare (ricordo che domani ci sarà un consiglio di facoltà dedicato al problema “tassa fissa”)
Oltre tutto ciò, il mio invito di oggi è rivolto principalmente al recupero di questo reale senso culturale dell’Università.
Un reale senso culturale di cui, nel nostro Corso di Laurea, penso di poter ravvisare molto più che una labile traccia. Perché è frutto di un progetto formativo complesso e completo. Perché possiede un potenziale da esprimere e, soprattutto, donare ai territori di appartenenza, svolgendo un ruolo attivo, divenendo una sorta di “laboratorio permanente”, di conoscenza dei luoghi e dei loro abitanti, di produzione e responsabile proposizione di sempre nuova progettualità. Perché ha saputo instaurare forti legami con il territorio di appartenenza, con le sue problematiche, visibili e non.
E le tematiche ed i partecipanti a questo nostro incontro di oggi ne sono testimonianza.
E con l'augurio che le politiche interne della Facoltà di Architettura e dell’Ateneo, non compromettano il futuro di questo storico e prestigioso corso di laurea dico che nonostante tutto
L’urbanistica è viva evviva l’urbanistica.
MP
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